Cenni Storici




Chiesa di San Pietro
(Piazza XXVI Aprile)


Chiesa di San Pietro

Le origini della Chiesa parrocchiale di Cassano risalgono all'epoca altomedievale tra il V-VII sec d.C., quando S. Pietro assunse la funzione di Pieve. Nulla rimane dell'edificio primitivo, le cui fondamenta sono state individuate al di sotto dell'attuale piano pavimentale della chiesa: sono venute alla luce, in occasione di lavori di restauro alcuni plinti, interpretati quali basi di colonne, collocati a metà della distanza che separa gli attuali pilastri.
Nel XIV sec. La chiesa venne riedificata, con il rifacimento della zona absidale e l'allungamento del corpo di fabbrica; l'edificio, a pianta basilicale, assunse le forme romaniche tipiche dell'epoca, con la suddivisione in tre navate scandita da due ordini di tre pilastri cruciformi.
Nel corso del XVII sec. La chiesa venne ampliata con l'aggiunta di due cappelle laterali, quella di S. Giuseppe, eretta per un voto fatto nel 1626, e quella del SS. Rosario del 1634, occultata dall'allestimento della grotta di Lourdes (1910); allo stesso periodo risalgono il fonte battesimale donato da G. Visconti e le due pile in marmo bianco per l'acquasantiera donate dagli Spinola nel 1628.
L'assetto della chiesa rimase inalterato fino al XIX sec., quando ragioni di ordine statico costrinsero ad eseguire nuovi interventi. In particolare si ricorda il rifacimento della facciata nel 1863 ad opera dell'architetto Giulio Leale. In quell'occasione vennero collocate in facciata due epigrafi, una in riferimento all'anno di fondazione dell'edificio (MCCC), l'altra a quello del restauro (MDCCCLXIII).
Al XX sec. risalgono altri interventi: nel 1941 fu sostituito il pavimento, per il quale furono scelti marmi rossi che presentano la particolarità di contenere alcune conchiglie fossili (ammoniti) risalenti a 150 milioni di anni fa; nel 1965 invece fu rivestita in marmo la facciata, che occulta la struttura più antica e le due epigrafi sopra menzionate.
All'interno ` possibile ammirare un dipinto raffigurante "Gesù che consegna le chiavi a S. Pietro", attribuito a Rosa Bacigalupo (1792-1854), figlia del più noto Giuseppe.
Pregevoli sono inoltre le vetrate del Diaz risalenti al 1945: si tratta di quattro pannelli colorati per le navate laterali e di due di grandi dimensioni collocate nell'abside.


Informazioni:

parrocchia tel. 0143/47388


Curiosità:

Il portale laterale in bronzo, risalente al 1997, è opera dello scultore di Nicola Neonato di Rapallo. L'opera, suddivisa in otto pannelli, raffigura scene dalla vita di San Pietro.
Lo stesso artista ha eseguito il monumento ai caduti (1974), sito nel parco della Rimembranza: la stele in bronzo alta oltre 3 metri raffigura alcuni episodi salienti della storia di Cassano a partire dall'assedio del 1499 fino alla Liberazione del 1945.


Parcheggio:

Gratuito Piazza XXVI Aprile.




Cappella di San Rocco
(Via Arzani)


San Rocco

L'oratorio campestre dedicato a S. Rocco risale agli anni 1523-1525, quando a seguito del contagio pestilenziale che colpì l'area, la popolazione eresse al Santo il tempietto collocato fuori dall'abitato.
L'edificio venne restaurato in occasione di un'altra infezione pestilenziale, quella manzoniana del 1630; il paese, pesantemente colpito dal morbo, rinnovò la sua devozione al Santo protettore. Una lapide commemorativa, ora scomparsa, collocata in facciata, ricordava l'avvenimento.
L'edifico, sobrio e lineare, è impreziosito da un porticato ad un'unica campata. In facciata nel 1996 è stata collocata una statua bronzea raffigurante il Santo, opera dello scultore Neonato.


Informazioni:

parrocchia tel. 0143/47388


Curiosit&agrave:

La domenica delle Palme si svolge davanti alla cappella la benedizione delle palme e degli ulivi, a cui fa seguito la processione fino alla chiesa parrocchiale.


Parcheggio:

Gratuito Piazza Dante.




Palazzo Millelire
(Via Arzani n. 9)


Palazzo millelire

La prima notizia dell'esistenza dell'edificio risale al 1608, quando in un atto notarile venne menzionata una domus con portico appartenente a Lazzaro Spinola. Si tratta di una casa signorile, eletta a residenza dalla nobile famiglia degli Spinola, forse già nel XVI sec., quando il castello venne progressivamente abbandonato in favore di dimore più lussuose e comode.
La principale opera di ristrutturazione, avvenuta nel 1624, come ricorda l'epigrafe sita oggi nell'atrio, è legata alla figura di Claudio Spinola, signore di Cassano e Marchese di Villalvernia. In questa occasione il palazzo assunse le forme e le caratteristiche architettoniche tipiche dei palazzi genovesi del XVII sec,: il doppio loggiato prospiciente il cortile, l'ampio giardino interno, conservatosi fino alla fine dell'800, e la classica copertura a quattro falde.
Il fronte rivolto verso la strada è invece caratterizzato da un portale ad arco e da ampie finestre, destinate ad illuminare l'androne. Completava l'edificio un oratorio dedicato alla Natività della Beata Vergine.
Il palazzo rimase di proprietà degli Spinola fino al 1687; nei secoli successivi si avvicendarono diversi proprietari fino al 1851, quando l'edifico venne acquistato dalla nobile famiglia Albini-Millelire. Fu proprio negli anni a cavallo tra i due secoli che il fabbricato venne restaurato e trasformato in una comoda dimora ottocentesca. L'edificio venne sopraelevato di un piano, mentre il tetto, arricchito da una torretta quadrangolare, fu trasformato in un'ampia terrazza praticabile; la facciata venne decorata a bugnato al pian terreno e con elementi neogotici (finestre ad edicola e motivi floreali) al piano nobile. I loggiati vennero chiusi da ampie vetrate colorate.
Nei decenni successivi si verificò un rapido declino della famiglia Albini-Millelire a cui sono legati l'abbandono e il degrado del Palazzo.
Un'ultima trasformazione risale al 1930, quando vennero eliminati i loggiati e la torretta e fu ripristinato il tetto a padiglione.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

Il passo carraio del palazzo era impreziosito in origine da due leoni in marmo bianco risalenti al XVII sec. Nel 1960 le due sculture sono state vendute dall'allora proprietario Alfredo Danè e ancora oggi ornano l'esterno di una villa di Sestri Levante.
Nel cimitero del paese è inoltre conservato l'artistico sarcofago dell'Ammiraglio Augusto Albini (morto nel 1907), opera dell'ingegnere genovese Luigi Balbi


Parcheggio:

Gratuito area Millelire




Castello
(P.zza Castello)


Castello

Il castello è situato su un'altura dominante il borgo ed è circondato da una zona verde.
L'edificio, risalente al X sec., apparteneva in origine ai signori De Cassano. La struttura primitiva era probabilmente costruita da una semplice torre, cintata e fortificata.
A partire dal 1313 le vicende del castello si legano alle sorti della famiglia Spinola, ai quali rimane fino al 1787, anno in cui si estingue la casata.
Il maniero raggiunge il massimo dello splendore nel XV sec. Sotto l'egemonia viscontea e sforzesca, quando assume gli elementi caratteristici dell'architettura delle fortezze viscontee: alte torri, possenti mura, massicce porte e il ponte levatoio. Ne rimane una raffigurazione inserita nella carta del Borremano, risalente al 1594, dove il castello appare dotato di torri angolari merlate e poderose mura. Ai piedi del colle è situato il ridotto, area fortificata, utilizzata per proteggere la popolazione in caso di guerra e fortificata da case addossate.
Anno decisivo per la storia del castello è il 1499, quando le truppe francesi assediano e saccheggiano il borgo e il fortilizio. Quel tragico evento segna il destino del castello che perde il suo ruolo difensivo e cade in declino.
L'ultima descrizione nota risale al 1753: all'interno di due corti sono suddivise strutture di servizio, appartamenti e l'area amministrativa con prigioni e pretorio.
A seguito dell'estinzione della casata (1787) e del progressivo abbandono, il castello viene smantellato nel 1805. Attualmente dell'antico maniero rimangono alcuni tratti di mura perimetrali e di contenimento.

Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

Negli anni '70 è stata compiuta un'esplorazione dell'antico pozzo, collocato al centro del giardino del fortilizio. Gli speleologi hanno potuto constatare che la struttura serviva all'approvvigionamento idrico e raggiungeva, con un percorso di circa 60 metri il piano dello Scrivia. Nulla è invece emerso a convalidare le antiche leggende relative alla funzione di trabocchetto dotato di lame e spade e usato per giustiziare i fuorilegge.
La tradizione vuole che le sei inferriate delle finestre a pianterreno e il portale di ferro del Palazzo Millelire provengano dal Castello.


Parcheggio:

Gratuito area Millelire




Resti di ponte Romano
(Torrente Scrivia)


Ponte romano

Collocato in località S. Bartolomeo di Cassano, a sinistra per chi proviene da Serravalle Scrivia, l'antico ponte romano era inserito nel tracciato della via Postumia, realizzata da Spurio Postumo Albino nel 148 a.C.
La via, che partiva da Genova e arrivava ad Aquileia, rappresentava un importantissimo asse viario per il Nord Italia, collegando il Tirreno all'Adriatico e all'Europa Danubuiano-Illirica; su di essa si innestavano numerose altre vie secondarie, che creavano una rete stradale capillare. Il ponte di Cassano costituiva un anello di questo sistema, indispensabile perchè consentiva il guado del fiume Scrivia.
I resti attualmente conservati sono parti di due piloni, posti al centro del corso fluviale. Sono ancora visibili la struttura a regolari conci lapidei legati con malta e fissati con grappe metalliche, il frangi acque triangolare a monte e lo sperone a tre lati a valle.
Dallo studio di tali strutture si è ipotizzato che la carreggiata del ponte misurasse 5 m. e le arcate raggiungessero un ampiezza di 12 m. circa. Non è stato invece possibile, nemmeno a livello di ipotesi, ricostruire il numero delle arcate e lo sviluppo generale del ponte.
La struttura, in base alla tecnica muraria e alla presenza del frangi acque, è datata al II sec. a.C., in sincronia dunque al tracciato della via Postumia.
Una terza struttura è stata localizzata sulla riva sinistra del fiume. Si tratta di un pilone realizzato in conci di calcare squadrati e lavorati a bugnato. La datazione, basata su parametri tecnici e formali, riporta alla prima età imperiale, testimoniando anche la presenza di un secondo ponte, situato a metà tra il più antico e quello moderno e probabilmente in uso fino ad epoca medievale.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

Crollato il secondo ponte romano, il cui uso si protrasse fino al 1177, quando fu travolto da una piena dello Scrivia, il collegamento tra le due rive avveniva grazie ad un servizio di traghetto.
Solo nel XIX secolo si pensò alla costruzione di un nuovo ponte: il ponte prensile, in funzione fra il 1846 e il 1886, fu realizzato con due soli punti di appoggio, senza l'ausilio di arcate e piloni centrali. La struttura si basava su due archi che, dalle due sponde, reggevano quattro cordoni.
Nel 1886 infine si procedette alla messa in opera di un ponte in muratura, quello moderno, che poggia su quattro arcate e consente tuttora l'accesso a Cassano da Serravalle.


Parcheggio: Gratuito Via Serravalle




Palazzo Guaciorna
(Via Villalvernia)


Palazzo Guacciorna

L'edificio sorse per volontà degli Spinola, feudatari di Villalvernia, nei primi decenni del '600. È collocato ai limiti del territorio di Cassano in direzione di Tortona.
La cascina, dotata di una vasta estensione di terreno, venne acquistata nel 1652 da Claudio Spinola, già proprietario di molti altri beni in Cassano; in seguito passò ai Marchesi De Mari di Genova.
Il complesso mantiene nell'impianto compatto ed essenziale le sue linee architettoniche originarie; di ispirazione neogotica sono invece le monofore ad arco acuto ancora ben visibili.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Parcheggio:

Gratuito Via Villalvernia




Palazzo Barona
(Via P.Sobrero)


La Barona

Collocato in prossimità dell'accesso all'antico Castello, il palazzo risale alla fine del XVI sec. L'edificio, come i palazzi Millelire e Belforte, apparteneva alla famiglia Spinola e rispondeva alle esigenze di maggior lusso e comfort tipici dell'epoca.Il fabbricato mostra l'ascendenza ligure, sia nelle scelte degli elementi architettonici che di quelli decorativi.
Ancora oggi si conservano la scaletta e la porta che in origine collegavano la residenza nobiliare al confinante oratorio dell'Assunta, voluto proprio dalla famiglia Spinola.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

Il nome "Barona" venne attribuito al palazzo poiché gli Spinola, che lo possedettero, assunsero il titolo di baroni di Montessoro nel XVII sec.


Parcheggio: Gratuito Via Brionte




Palazzo Belforte
(Via Belforte)


Palazzo Belforte

L'edificio, risalente all'inizio del '700, rimase in possesso della nobile famiglia degli Spinola fino alla metà del secolo, quando passò in dote ai marchesi Cattaneo di Belforte, da cui prese il nome.
La facciata principale, eccezionalmente prospiciente non la strada, ma la corte cintata, si caratterizza per la semplicità e severità delle linee architettoniche, impreziosita unicamente da spaziature quadrangolari, in origine affrescate secondo i leziosi schemi del barocchetto. Mancano alcuni elementi tipici dell'architettura genovese quali il cornicione aggettante, retto da mensole.
Il fronte posteriore presenta il caratteristico motivo del loggiato che si replica ai due piani superiori: gli archi a sesto ribassato si impostano su pilastri a pianta quadrata, terminanti in semplici capitelli in stucco. Le logge erano completate da balaustre, attualmente sostituite da muri di mattoni.
Il palazzo è arricchito al pianterreno dall'oratorio, dedicato a Sant'Andrea Avellino e risalente anch'esso al XVIII sec., decorato ad affresco. All'interno era conservato un quadro settecentesco raffigurante il Santo, che si trova attualmente nella chiesa parrocchiale.

Danneggiato irreparabilmente in seguito al terremoto che ha colpito la zona l'11 aprile 2003, i piani superiori sono andati perduti, attualmente del palazzo restano solo alcune sale al pian terreno con l'annessa cappella di Snt'andrea.

Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

La piccola chiesetta di Sant'Andrea Avellino, attualmente chiusa e sconsacrata, si trovava lungo il percorso di alcune processioni che partivano dall'oratorio: una "rogazione minore", per la benedizione della campagna in primavera, e il Corpus Domini, quando il paese si ornava di frasche, arazzi e tappeti.


Parcheggio: Gratuito Via Brionte




Palazzo Spinola
(Via Brionte)


Palazzo Spinola

L'edificio è una delle sontuose dimore costruite dagli Spinola, feudatari di Cassano, in seguito alla decadenza e all'abbandono del Castello; le origini del palazzo, risalenti alla seconda metà del XVII sec., sono legate alla figura di Bartolomeo Spinola.
Il complesso è costituito dal rustico e dal palazzo vero e proprio, che si contraddistingue per la collocazione del fronte principale non sulla strada, ma entro un'ampia corte.
L'impianto planimetrico dell'abitazione, conservato nelle sue linee essenziali, si presenta di forma rettangolare, allungata e compatta, e conserva parzialmente elementi architettonici e decorativi seicenteschi di ascendenza ligure. Si tratta della decorazione pittorica del fronte, realizzata con motivi architettonici, e del cornicione retto da doppie mensole; ad epoca ottocentesca risalgono invece gli elementi neogotici quali le finestre a sesto acuto del rustico.
Di particolare pregio è il particolare seicentesco sulla facciata, realizzato in pietra e bugnato e sormontato dallo stemma degli Spinola.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

Tra i numerosi passaggi di proprietà, che hanno nel tempo modificato la funzionalità e la volumetria del palazzo, si segnalano quello alla famiglia Ferlosio (XVIII sec.) e nel 1880 all'Ammiraglio Andrea Del Santo. È proprio da quest'ultimo proprietario che l'edificio ricava la più nota denominazione "Villa Del Santo".
È soprattutto al XX sec. che risalgono i danni maggiori e i più evidenti rimaneggiamenti,. Durante la seconda guerra mondiale infatti divenne sede del reparto tedesco, mentre nel dopoguerra venne abbattuto il parco.


Parcheggio: Gratuito Via Brionte




Oratorio dell'Assunta
(P.zza Castello)


Rolino

Sede della confraternita della SS. Trinità, attestata a partire dal 1523, l'oratorio venne edificato nel XV sec. grazie alla liberalità degli Spinola. L'edificio in stile rinascimentale presenta un'unica navata terminante con un'abside ottagonale.
All'interno si conservano tre pregevoli seggioloni liguri a rocchetto risalenti al 600, l'organo a canne costruito a Genova tra il 1762 e il 1765 dalla ditta Filippo Pittaluga e una Madonna lignea in stile barocco. L'organo si trovava in origine nella chiesa parrocchiale e solo nel 1879 è stato trasferito nell'oratorio. Nella zona presbiterale è visibile inoltre un'epigrafe commemorativa, dove viene ricordata la generosità di un membro della famiglia Spinola, Prospero.
L'edificio venne intitolato inizialmente all'Assunta e dal 1586 alla SS. Trinità. A partire da quell'anno infatti la confraternita dell'Assunta risulta aggregata all'Arciconfraternita romana della SS. Trinità.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

L'oratorio è più comunemente noto come "del Rolino". La denominazione deriva dalla sua ubicazione sulla sommità del Monte Rolino; esso era inoltre situato all'interno dell'antico ridotto, area medievale di difesa per la popolazione in caso di guerra.
Particolarità dell'edificio è costruita dall'esistenza di un collegamento diretto, tramite una porta, con il palazzo spinolino "Barona", a testimonianza del legame esistente tra la nobile famiglia e l'edificio sacro.
Numerose erano in origine le processioni che partivano dall'oratorio. Tra queste merita di essere ricordato il pellegrinaggio al santuario di Monte Spineto la prima domenica di maggio, risalente all'anno di fondazione del santuario (1625). Ancora ai giorni nostri si celebrano la processione della SS. Trinità, festa titolare dell'oratorio e l'assunta, la cui statua lignea viene recata in corteo per le vie del paese.


Parcheggio:

Gratuito area Millelire




Cappella S.Antonio
(Via Roma)


S.Antonio

La cappella campestre di S. Antonio è attestata già dal 1701, quando in occasione di un'epidemia di "male del polmone" si verificò una strage di animali. I cassanesi fecero allora voto di onorare ogni anno il 17 gennaio il santo con una processione che attraversava il paese, durante la quale veniva benedetto il bestiame allineato lungo le strade.
La cappella è soprattutto nota per gli avvenimenti del 1799, quando le truppe francesi misero a ferro e fuoco il paese. In quella circostanza il borgo di Cassano, colpevole di aver parteggiato per gli austro-russi, subì pesanti devastazioni: furono saccheggiati anche gli edifici religiosi e vennero dispersi gli archivi parrocchiali e comunali. Fu proprio nei pressi della cappella che si svolse l'incontro tra Don Luigi Mongiardini e il Generale Moreau, durante il quale il parroco mosse a pietà l'inflessibile generale, salvando così il paese da ulteriori saccheggi.
Il piccolo edificio contiene al suo interno un affresco che commemora questo antico evento storico. In primo piano sono raffigurate le autorità cassanesi e le truppe francesi, mentre sullo sfondo si stagliano il castello e l'oratorio.
L'opera, eseguita nel 1938 dal pittore serravallese Salsa, si ispira ad una più antica tela del medesimo soggetto, ormai scomparsa.


Informazioni:

Comune di Cassano Spinola tel. 0143/47117


Curiosità:

Nel territorio di Cassano si trovavano altre cappelle, testimonianza della devozione popolare, ormai scomparse.
La cappella di S. Biagio, demolita per far posto al raccordo stradale che conduce alla Roquette, era decorata da un affresco raffigurante l'ascensione di S. Biagio; il 5 febbraio si svolgeva una processione dal paese fino alla cappella a conclusione della quale il parroco procedeva alla benedizione della gola di tutto il popolo. Il Santo infatti era considerato il protettore del popolo contro i mali della gola.
Altre cappelle, ricordate dalle fonti e ora scomparse, erano quelle dei Santi Gervasio e Protasio in località "Cacciagallina" e di S. Carlo.
Rimangono invece le edicole di San Giovanni Battista con la raffigurazione della Madonna, San Giovanni e San Lorenzo, di via Garigliano, e quella di S. Maria in via degli Orti.


Parcheggio:

Gratuito via Roma





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