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Parrocchiale di San Pietro (Sec. lV-VII)Le origini della Chiesa risalgono all'epoca altomedievale tra il V-VII sec d.C., quando S. Pietro assunse la funzione di Pieve. Nulla rimane dell'edificio primitivo, le cui fondamenta sono state individuate al di sotto dell'attuale piano pavimentale della chiesa: sono venute alla luce, in occasione di lavori di restauro alcuni plinti, interpretati quali basi di colonne, collocati a metà della distanza che separa gli attuali pilastri.
Nel XIV sec. La chiesa venne riedificata, con il rifacimento della zona absidale e l'allungamento del corpo di fabbrica; l'edificio, a pianta basilicale, assunse le forme romaniche tipiche dell'epoca, con la suddivisione in tre navate scandita da due ordini di tre pilastri cruciformi.
Nel corso del XVII sec. La chiesa venne ampliata con l'aggiunta di due cappelle laterali, quella di S. Giuseppe, eretta per un voto fatto nel 1626, e quella del SS. Rosario del 1634, occultata dall'allestimento della grotta di Lourdes (1910); allo stesso periodo risalgono il fonte battesimale donato da G. Visconti e le due pile in marmo bianco per l'acquasantiera donate dagli Spinola nel 1628.
L'assetto della chiesa rimase inalterato fino al XIX sec., quando ragioni di ordine statico costrinsero ad eseguire nuovi interventi. In particolare si ricorda il rifacimento della facciata nel 1863 ad opera dell'architetto Giulio Leale. In quell'occasione vennero collocate in facciata due epigrafi, una in riferimento all'anno di fondazione dell'edificio (MCCC), l'altra a quello del restauro (MDCCCLXIII).
Al XX sec. risalgono altri interventi: nel 1941 fu sostituito il pavimento, per il quale furono scelti marmi rossi che presentano la particolarità di contenere alcune conchiglie fossili (ammoniti) risalenti a 150 milioni di anni fa; nel 1965 invece fu rivestita in marmo la facciata, che occulta la struttura più antica e le due epigrafi sopra menzionate.
All'interno è possibile ammirare un dipinto raffigurante "Gesù che consegna le chiavi a S. Pietro", attribuito a Rosa Bacigalupo (1792-1854), figlia del più noto Giuseppe. Pregevoli sono inoltre le vetrate del Diaz risalenti al 1945: si tratta di quattro pannelli colorati per le navate laterali e di due di grandi dimensioni collocate nell'abside.
Il portale laterale in bronzo, risalente al 1997, è opera dello scultore di Nicola Neonato di Rapallo. L'opera, suddivisa in otto pannelli, raffigura scene dalla vita di San Pietro.






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